In base all’ultimo report diffuso da Eurostat, il nostro Paese registra un dato inferiore per la sanità

La spesa per la protezione sociale nell’Unione Europea si è attestata al 27,9% del Pil nel 2017: si conferma così un trend in calo rispetto al 28,7% del 2012 e al 28% del 2016. È quanto emerge da un rapporto stilato dall’Eurostat, l’ufficio statistico dell’UE, nel novembre scorso.

Anche prendendo in considerazione la spesa per il welfare a parità di potere d’acquisto pro capite calcolata in migliaia di euro, non mancano differenze marcate tra i diversi Stati membri. Dopo il Lussemburgo (14,9), la spesa pro capite più elevata si registra in Danimarca (quasi 12 mila euro), Germania, Paesi Bassi, Austria e Francia (circa 11 mila euro). Al contrario, la spesa pro capite più bassa si segnala in Bulgaria, Romania e Lettonia (3 mila euro o meno). Rispetto ad una media UE di 8.000 euro pro capite, l’Italia si attesta ad un livello leggermente superiore con 8.200 euro.

Passando però ad analizzare come vengono ripartite a livello settoriale le percentuali di spesa per il welfare, vediamo come per la sanità, rispetto ad una media UE del 37,1%, l’Italia con il 28,8% registra un dato ben inferiore. Buona parte della spesa viene infatti assorbita da pensioni e benefit per la terza età, che in Italia si attestano al 57,8%, dato ben più alto rispetto al 45,8% della media europea.

In media nell’UE, le prestazioni per la vecchiaia hanno rappresentato quasi il 46% delle prestazioni sociali totali nel 2017 ed hanno costituito la maggior parte delle spese per protezione sociale in quasi tutti gli Stati membri. Le percentuali più alte si sono registrate in Grecia (63%), Portogallo e Italia (entrambe al 58%).