Sperimentato al Policlinico Gemelli di Roma un dispositivo wireless per monitorare l’insufficienza cardiaca

La microtecnologia e l’intelligenza artificiale insieme possono aiutare chi soffre di scompenso cardiaco ed è soggetto a continui ricoveri e controlli medici. In Italia circa il 10% delle persone con più di 65 anni vive con l’incubo di incorrere in un infarto per questa grave patologia. Da un paio di anni anche nel nostro Paese è in via di sperimentazione un piccolissimo e sofisticato microcomputer wireless, basato su algoritmi di intelligenza artificiale che è in grado di monitorare le funzioni vitali e i comportamenti del cuore, incrociando i dati e comunicandoli al medico curante in tempo reale.

Si tratta del dispositivo V-LAP, che può essere impiantato nel setto interatriale, una piccola apertura fra i due atri cardiaci, con un semplice intervento non invasivo che richiede una sola notte di degenza ospedaliera.  Il microcomputer non è alimentato a batterie e viene ricaricato dall’esterno, senza bisogno di nuovi interventi.  Dopo l’operazione al paziente basterà indossare una cintura intorno al torace per avere la misura e condividere i dati via wireless con il proprio cardiologo. Nel mondo di queste apparecchiature ne sono già state impiantate circa una decina, di cui ben tre in Italia.

Al reparto di cardiologia del Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma sono già stati effettuati due interventi il primo a giugno 2019, l’altro a febbraio scorso con risultati molto soddisfacenti. In questo mese di agosto la stessa équipe coordinata dal direttore prof. Filippo Crea si appresta ad effettuare il terzo impianto ad un paziente che soffre di una forma acuta di insufficienza cardiaca e per il quale in questi ultimi tempi si sono resi necessari ricoveri e terapie importanti.

“Molti pazienti hanno un’insufficienza cardiaca grave e devono essere ricoverati ripetutamente”, ricorda il prof. Crea in un’intervista a Repubblica.it. “Pertanto un monitoraggio continuo e approfondito della patologia come quello con un sistema di questo genere, cioè un microcomputer wireless, offre un aiuto fondamentale ai medici che disponendo di dati in tempo reale possono intervenire precocemente cambiando la terapia, qualora i valori presentino delle anomalie”. Nell’insufficienza cardiaca, infatti, il trattamento, che spesso consiste nell’assunzione di diuretici, deve essere calibrato con accuratezza e cambiato a seconda dell’andamento della malattia.

Tra le sue molte funzioni, V-LAP infatti consente di misurare anche la pressione del sangue in una camera cardiaca, l’atrio sinistro, che rappresenta la stima più accurata per conoscere il livello di insufficienza cardiaca e che in genere è possibile svolgere solo attraverso un delicato intervento di cateterismo. “Non è possibile svolgere questa misura in altro modo”, spiega il cardiologo. “se non inserendo un catetere che viene poi subito rimosso e che dunque non permette un monitoraggio ripetuto – intervento peraltro ancora più complicato in era Covid-19”.