Le strategie da adottare per quanti convivono con patologie gravi e necessitano di assistenza continua

Secondo l’Osservatorio della Salute sono circa 24 milioni gli italiani che hanno almeno una malattia cronica, di questi si calcola che circa 12,5 milioni ne hanno più di una. Si tratta di persone che convivono con patologie gravi quali ad esempio diabete, cardiopatieBCO (Bronchiti Croniche Ostruttive) oppure forme degenerative di demenza come Parkinson e Alzheimer.

Per loro, in prevalenza anziani, interrompere controlli e terapie diventa un problema. L’emergenza sanitaria di questi mesi li ha costretti a dover scegliere tra la necessità di preservare una salute già precaria, restando a casa più degli altri, e quella di continuare le terapie di cui hanno costantemente bisogno.

Le disposizioni emanate per l’emergenza epidemiologica dalle autorità sanitarie prevedono la sospensione di tutte le visite non urgenti: mentre i controlli e gli esami non rinviabili si fanno solo su appuntamenti scaglionati. Tutte le altre prestazioni, visite e consulti, proseguono per telefono o dove possibile attraverso la telemedicina.  I piani terapeutici in scadenza sono stati prorogati d’ufficio per 90 giorni. In questo modo chi aveva fissato l’appuntamento con lo specialista per il rinnovo della terapia può rimandare e continuare a prendere i farmaci di sempre. Alcune Regioni hanno prorogato anche la scadenza delle forniture di dispositivi medici come cateteri o strisce per la glicemia e, per chi ha problemi a ritirarli, le farmacie offrono la distribuzione gratuita a domicilio. Per chi è sottoposto a terapie salvavita e non può rinunciare a recarsi in strutture sanitarie, ospedali e ambulatori si sono dotati di percorsi sicuri, “Covid free”. Ecco le strategie da adottare per alcune delle patologie più gravi e diffuse.

 

Diabete

Chi ha il diabete ha la stessa possibilità di essere contagiato degli altri, ma se la patologia è abbinata a insufficienza renale e malattie cardiovascolari, il rischio di complicazioni aumenta. In questi giorni occorre mantenere sotto i valori minimi la glicemia con controlli frequenti e se necessario modificare la dieta. Indispensabile fare movimento: almeno quattro volte a settimana per trenta minuti si può passeggiare o fare ginnastica. Le visite sono sostituite da consulti telefonici e in molte strutture sono attivi protocolli di tele assistenza che consentono l’invio attraverso dispositivi di misurazione di nuova generazione dei propri dati direttamente allo specialista. Per gli altri è necessario annotarsi i valori e comunicarli per telefono. Info:  Amd e Società italiana di diabetologia – numero verde 800942425, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

 

Cardiopatie

La raccomandazione degli specialisti è quella di non interrompere in nessun caso l’assunzione dei farmaci.  Il Covid-19 rende questi pazienti  maggiormente vulnerabili e si è riscontrato che nel 20% dei casi di infezione grave, essa interessa anche il cuore e può provocare complicanze come miocardite e aritmie. Nel mese di marzo 2020 si è registrato un calo del 50% dei ricoveri per infarto e scompensi per timore di recarsi nei Pronto soccorso. Tutto ciò è gravissimo: per ogni minuto di ritardo sale il rischio di mortalità. Se si riscontrano sintomi preoccupanti come dolore al petto, costrizione e sudorazione occorre chiamare il 118.

 

Tumori

Ai malati oncologici il ministero della Salute raccomanda di mantenere la distanza anche con i conviventi, dormendo se possibile in stanze separate. I più vulnerabili sono i malati già indeboliti per la progressione della malattia e chi è sotto terapia. Bisogna prestare attenzione soprattutto nei primi giorni dopo il trattamento. Chi segue terapie salvavita deve continuare ad andare in ospedale, ma per semplici esami di routine o cure di supporto, diverse associazioni sul territorio offrono assistenza specializzata a domicilio, la più diffusa è l’Ant (ant.it). Su favo.it/coronavirus trovi tutti recapiti degli enti territoriali di assistenza a cui rivolgersi. Per info e consulenze su aspetti anche di vita quotidiana c’è la help line dell’Associazione italiana malati di cancro (tel. 3755904047 e 3408472343, lun-ven 9-19)

 

Alzheimer

Le persone con demenza non sono più a rischio Covid dei loro coetanei, tuttavia in questi giorni di isolamento domiciliare occorre misurare loro la febbre se mostrano comportamenti strani visto che non sanno dirci se stanno male. I centri di cura lavorano a distanza e le terapie farmacologiche possono proseguire normalmente, ma se sono sospese le sedute di riabilitazione cognitiva meglio non intestardirsi nell’imporre esercizi fuori contesto. Se il familiare è in una fase iniziale della malattia, va coinvolto in attività quotidiane consuete per stimolare l’attività cognitiva, come cucinare, vestirsi, guardare foto, cercando di realizzare in casa una nuova routine senza stress. Se serve aiuto per gestire le emergenze sono al lavoro associazioni in tutta Italia, su facebook.com/alzheimer.it trovi le iniziative. C’è poi il servizio di info e assistenza della Federazione Alzheimer (02809767 lun-ven, 13,30-15,30, info@alzheimer.it)

 

Parkinson

Confederazione Parkinson Italia Onlus, e Careapt, start up del gruppo Zambon, hanno messo a punto ParkinsonCare, servizio gratuito di tele assistenza infermieristica specializzata. Basta chiamare il numero 0221079997 o inviare una mail a info@parkinsoncare.com. Per dubbi e domande, i neurologi della Fondazione Limpe rispondono invece al numero verde 800146599 o via chat su fondazionelimpe.it.