Secondo l’ultimo report pubblicato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico è necessario puntare su team multiprofessionali

Il futuro dell’assistenza sanitaria di base è nei team multiprofessionali formati da medici, infermieri, farmacisti e operatori sanitari, integrati tra loro con servizi di assistenza specializzati. È quanto si legge nel report Realising the Potential of Primary Health Care, pubblicato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse).

“Le cure primarie moderne ed efficienti sono la pietra angolare dei sistemi sanitari resilienti” si legge nel rapporto, dove si sottolinea la necessità, soprattutto dopo l’emergenza Covid-19, di “aumentare la capacità dei sistemi sanitari dell’Ocse di contenere e gestire una futura crisi sanitaria e ridurre ricoveri non necessari di pazienti che possono essere trattate efficacemente sul territorio”.

La pandemia ha “in molti casi, accelerato l’implementazione di innovazioni promettenti nell’assistenza sanitaria di base e ha promosso lo sviluppo di pratiche a livello nazionale e locale, come l’espansione del ruolo di infermieri e farmacisti, le soluzioni digitali per monitorare lo stato di salute, facilitare l’accesso alle cure e l’utilizzo delle infrastrutture di informazione sanitaria per la sorveglianza delle malattie. Promuovere la continuità di queste pratiche – è riportato nel documento – e la loro più ampia adozione nei Servizi sanitari, sposta il sistema alla fase di recupero dalla pandemia e rende i sistemi sanitari più resilienti alla crisi sanitaria”.

Nei Paesi dell’Ocse, il futuro dell’assistenza sanitaria di base interesserà nuovi modelli diversi dal medico “single-practice”. Secondo l’organizzazione gli sviluppi riguarderanno  “la creazione di nuove configurazioni di assistenza, che ospitano più professionisti con competenze avanzate che lavorano in gruppo, supportate dalla tecnologia digitale per consentire un coordinamento senza soluzione di continuità delle cure e che sono attivamente impegnati nella prevenzione e adattate alle esigenze della popolazione che assistono”.